Commodore plus/4

Pubblicato: giugno 24, 2011 in 8 bit
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Il Commodore Plus/4 è un home computer della Commodore Business Machines Inc. commercializzato dal 1984 al 1986 in vari Paesi del mondo. In particolare per il mercato canadese è stata commercializzata un’edizione del computer commemorativa dei XIV Giochi Olimpici Invernali utilizzando per il nome la diversa grafia Commodore +4.[

Il Commodore Plus/4 appartiene alla cosiddetta “serie 264”, una famiglia di home computer della Commodore Business Machines Inc. che prende il nome dal prototipo su cui è basato il Commodore Plus/4: il Commodore 264.[4] Della serie 264 sono stati commercializzati altri due modelli, il Commodore 16 e il Commodore 116, entrambi semplici varianti del Commodore Plus/4.

Nelle intenzioni iniziali del management la serie 264, comprensiva del modello di punta Commodore V364,[5] era destinata a sostituire i predecessori Commodore VIC-20 e Commodore 64, entrambi non compatibili a livello software con la serie 264. Il grandissimo successo commerciale del Commodore 64 portò però ad una modifica dei piani. Il Commodore V364 non verrà mai commercializzato, mentre la serie 264 soppianterà solo il Commodore VIC-20 e già nel 1986 uscirà di produzione. Il Commodore 64 invece, affiancato nel 1985 dal Commodore 128 e dal Commodore 128D, resterà in produzione fino al 1993 raggiungendo la straordinaria quota di 17 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo, quota che ancora oggi lo rende il computer più venduto della storia.

Presentazione e commercializzazione

Inizialmente era stata prevista la commercializzazione del Commodore 264[4] presentato in anteprima mondiale all’International Winter Consumer Electronics Show del 1984[6] (7–10 gennaio 1984 – Las Vegas Convention Center – Las Vegas, Nevada, Stati Uniti)[7] assieme al Commodore V364.[5] La commercializzazione del Commodore 264 e del Commodore V364 è confermata anche in Europa dove i due computer sono mostrati al CeBIT del 1984 (4–11 aprile 1984 – Messegelände Hannover – Hannover, Germania Ovest). Dopo queste presentazioni c’è però un ripensamento: viene deciso che il Commodore 264 sarà dotato di serie della suite da ufficio 3-Plus-1 (memorizzata nella ROM) e che il nome del computer sarà “Commodore Plus/4” in modo da presentare un riferimento a tale dotazione (4 sono infatti le applicazioni della suite da ufficio 3-Plus-1). Assieme al Commodore Plus/4 verrà commercializzato il Commodore 16 (una variante del Commodore Plus/4 che si distingue da esso per l’assenza della suite da ufficio 3-Plus-1 e per un minore quantitativo di RAM) mentre il Commodore 264 e il Commodore V364 resteranno due prototipi non commercializzati.

Il Commodore Plus/4 viene presentato in anteprima mondiale all’International Summer Consumer Electronics Show del 1984 (3–6 giugno 1984 – McCormick Place – Chicago, Illinois, Stati Uniti).[8] Nel giugno 1984 inizia negli Stati Uniti la vendita al dettaglio con un prezzo di lancio fissato a 299 dollari. Nel settembre 1986, a fine commercializzazione, negli Stati Uniti lo si poteva invece acquistare al dettaglio (in liquidazione) per 79 dollari.[9]

In Italia l’importazione e la distribuzione autorizzata del Commodore Plus/4 è stata curata direttamente dalla Commodore International Ltd. attraverso la propria consociata italiana Commodore Italiana S.r.l. che lo ha reso disponibile per la vendita al dettaglio a partire dal novembre 1984 con un prezzo di listino di 1.150.500 lire. Nel listino della Commodore Italiana S.r.l. il Commodore Plus/4 è rimasto fino all’ottobre 1986 con un prezzo ribassato più volte: nel febbraio 1985 a 997.100 lire, nel settembre 1985 a 588.820 lire e nel dicembre 1985 a 529.820 lire.

Commodore Italiana S.r.l. ha distribuito in Italia una confezione localizzata del Commodore Plus/4 con scritte in inglese e in italiano sulla confezione.[10] All’interno anche i due manuali in dotazione al Commodore Plus/4, uno dedicato al computer e l’altro dedicato alla suite da ufficio 3-Plus-1, erano in italiano. Il primo intitolato Manuale per l’utente, il secondo intitolato Manuale del software integrato.

Complessivamente nel mondo sono stati venduti circa 400.000 esemplari di Commodore Plus/4, 150.000 dei quali negli Stati Uniti e i rimanenti nel resto del mondo.

Storia

Verso la fine del 1982, lanciato il Commodore 64, la Commodore cominciò lo sviluppo di un nuovo home computer. Jack Tramiel era preoccupato riguardo alle macchine Timex/Sinclair, in quanto di costo più basso rispetto al Commodore 64. Così iniziò un progetto il cui obiettivo era quello di realizzare una macchina più economica del C64 e che avesse anche delle migliorie.

Questo home si sarebbe basato su un nuovo integrato, il TED (Text Editing Device). Il TED avrebbe dovuto gestire sia la grafica, sia il suono (riprendendo l’approccio del circuito VIC del VIC 20). I progettisti riuscirono in questo intento, offrendo delle caratteristiche simili a quelle del VIC-II del C64, con delle migliorie e con delle lacune. Il TED non forniva gli sprite e gestiva il suono in una maniera inferiore non solo a quella del SID, ma anche rispetto al VIC-20. Il TED infatti offriva soltanto due canali ad onda quadra, uno dei quali poteva essere impostato, a scelta, anche a rumore bianco per simulare i rumori. La risoluzione era la medesima del VIC-II del Commodore 64: 320×200 a due colori (sfondo e primo piano) oppure 160×200 a quattro colori (multicolor). La risoluzione 320×200 era lo standard dei computer progettati per essere collegati al televisore. TED invece offriva 121 colori (15 colori × 8 livelli di luminosità + nero) video, che furono rivoluzionari per quel tempo. Tale caratteristica, però, limitava l’uso dei colori in multicolor: 2 fissi + 2 variabili per box carattere, contro 1 fisso + 3 variabili per box carattere del VIC-II.

Alla Commodore Semiconductor Group (precedentemente MOS Technology) svilupparono anche una nuova versione del MOS 6510, il MOS 7501. Questa CPU presentava una velocità di clock pari a 1,75 MHz e consentiva una gestione della memoria mediante un bank switching (caratteristica poi estesa nel Commodore 128, dotato addirittura di un chip MMU dedicato).

Furono messi insieme questi due integrati nell’ambito di una nuova architettura, e, dopo alcuni prototipi, fu presentato, nel 1983, il Commodore 264, battezzato poi Commodore Plus/4 a causa del software aggiuntivo presente. La denominazione 264 rimane come linea di prodotto, come testimonia ad esempio la targhetta di identificazione al di sotto del Commodore 16. Alcuni esemplari, oggi rarissimi, di Commodore 232 (un Plus/4 dotato di soli 32KB di RAM e privo di programmi applicativi in ROM) furono venduti agli sviluppatori e le giacenze immesse sul mercato successivamente. Secondo i piani originali della Commodore, il Plus/4 avrebbe potuto essere commercializzato in differenti serie, ognuna dotata di software applicativo di tipo diverso.

Uno degli ultimi esperimenti interni alla Commodore per quanto riguarda la serie 264 è il Commodore V364, un Plus/4 con tastierino numerico e la circuiteria modificata per alloggiare un circuito di uscita vocale a parole campionate, stile Magic Voice. I pochissimi prototipi del V364 sono oggi pezzi da collezione.

Fu sviluppata specificamente per questa serie di computer anche una nuova unità a dischetti, modello Commodore 1551. Esteriormente è simile ad un 1541, di colore ovviamente nero e collegata non più sul bus seriale Commodore, che pure i computer di questa serie possiedono, ma tramite una cartuccia sulla porta espansioni; cioè affacciata direttamente sul bus della CPU. Questa periferica, concepita per essere fino a 12 volte più veloce di un 1541, in realtà senza avere caricato sul Plus/4 un software specifico, arrivava a 2x in scrittura e 3x in lettura. Questo drive era estremamente raro in America, invece abbastanza diffuso in Germania ed Ungheria; una sua denominazione iniziale è stata SFD-481.

Caratteristiche

Il Plus/4 presentava 64K di RAM e un notevole quantitativo di memoria ROM in quanto, oltre a contenere il KERNAL, il cuore del sistema operativo dei computer Commodore, l’interprete BASIC e il generatore dei caratteri, sulla ROM erano presenti anche dei software di produttività personale: una vera novità all’epoca. Il pacchetto, denominato “3-Plus-1”, comprendeva (integrati tra loro): un editor testi, un foglio elettronico ed un gestore di database (il quarto era una semplice routine per produrre un grafico). Questi programmi erano immediatamente disponibili all’accensione della macchina, senza alcun caricamento, ma erano di modesta qualità dovendo coesistere in soli 16K e furono poco utilizzati anche perché non prevedevano il supporto dell’unità a nastro, ma solo quello dell’unità a disco. Il pacchetto aggiuntivo di produttività personale 3-Plus-1 (anche detto “3+1”) era stato programmato per il Commodore Plus/4 da David W.Johnson della International Tri Micro Incorporated. Per attivarlo, era sufficiente premere il tasto funzione F1 o digitare manualmente il comando SYS 1525 e ovviamente pigiare il pulsante Return.

La gestione dinamica della memoria consentiva di avere molto spazio libero per i programmi BASIC (circa 60K). L’interprete BASIC non era più lo scarno BASIC 2.0, ma il ricco BASIC 3.5. Erano presenti comandi specializzati per l’I/O, per la grafica e per il suono, oltre ad un utilissimo assemblatore/disassemblatore per il linguaggio macchina (TEDmon). Tutto ciò costituì un notevole miglioramento rispetto al C64. A ciò si aggiunga la notevole palette offerta dal TED, ben 121 colori, che era molto per quell’epoca.

Tuttavia, l’assenza di un sintetizzatore all’altezza e l’assenza degli sprite, unite ad un costo elevato, decretarono l’insuccesso di questa macchina, dovuto senz’altro anche a scelte infelici sui connettori per collegare alcune periferiche, che rendevano difficoltoso utilizzare le periferiche con connettori standard. Ad esempio, per i joystick erano utilizzati dei connettori tipo mini-DIN, e non il classico connettore stile Atari, diffusissimo all’epoca. Parimenti, il connettore del registratore non era lo stesso utilizzato nel VIC-20 e nel Commodore 64. Al momento di progettare il modello 128, la Commodore si astenne dal ripetere l’errore e tornò agli attacchi precedenti.

Questi difetti non tolgono comunque al Plus/4 il pregio di essere un buon home computer, il cui maggior difetto è però dato dal non reggere il confronto, sotto gli aspetti grafico e musicale – palette dei colori a parte – con il suo predecessore, il C64. C’è da considerare anche il fatto che il Plus/4 è praticamente incompatibile con il suo predecessore, fatta salva la possibilità di eseguire almeno i più semplici tra i programmi in Basic. Appartengono a tale categoria tutti quelli privi di istruzioni POKE, PEEK, SYS per il pilotaggio diretto dei chip o per l’accesso alle funzioni in linguaggio macchina.

Il fatto che il Plus/4 fosse il fratello maggiore del Commodore 16 (un Plus/4 depotenziato) permise agli utenti del Plus/4 di usare molti programmi, in gran parte giochi, che furono venduti per il Commodore 16, ma che ovviamente non sfruttavano tutte le potenzialità di memoria che il sistema offriva.

Così, il Plus/4 non ebbe successo, tranne in alcuni Paesi europei, tra i quali l’Italia. Uno dei Paesi nei quali ebbe maggiore diffusione ed è tuttora ricordato da molti è probabilmente la Finlandia, unitamente all’Ungheria dove considerevoli stock di Plus/4 furono acquistati per le scuole. Alla fine degli anni ottanta alcuni di questi utenti, ormai diventati espertissimi su questo sistema, riuscirono a portare sul Plus/4 diversi giochi commerciali sviluppati sul Commodore 64, ad esempio Bard’s Tale III o Laser Squad. Tra i più ricordati e apprezzati si ricorda la Mastertronic che per l’appunto portava sul Commodore Plus/4 l’ampia varietà di giochi disponibili sul Commodore 64. Molto commercializzata all’epoca in Italia era anche la collana “GO GAMES” prodotta dalle edizioni Fermont,a cadenza di pubblicazione mensile ,che sul lato A della cassetta presentava sette giochi per il Commodore 64 (compatibili anche con il Commodore 128) e sul lato B proponeva sette giochi per il binomio Commodore 16 – Plus/4.

La schermata di presentazione del Commodore Plus/4 era molto simile a quella del Commodore 16, con la sola variante di dichiarare 60671 bytes liberi contro i 12277 del Commodore 16, e con la presenza della scritta “3-PLUS-1 ON KEY F1” che stava appunto a significare che premendo il tasto funzione F1 si poteva attivare l’applicativo integrato per usi principalmente di lavoro e ufficio: si trattava infatti di un foglio elettronico, un word processor, un file manager e una utility di gestione grafici. E, come sopra detto, per poter essere sfruttati fino in fondo questi quattro programmi richiedevano l’uso della sola unità a disco e non di quella a cassetta.

Ancora una caratteristica da ricordare per quanto riguarda il Plus/4 era quella di poter suddividere l’area di testo in “finestre”, indipendenti tra loro, dove era possibile concentrare separatamente porzioni di testo.

I pattern e i lati nascosti del Plus/4

Alcuni utenti che hanno avuto modo di utilizzare, programmare e giocare con il Commodore Plus/4 ricordano ancora due particolari schermate che si verificavano quando vi era un abbassamento di tensione sulla rete elettrica o quando la CPU interpretava in modo errato un’istruzione data in linguaggio macchina dal computer (per esempio, durante l’esecuzione di un gioco o di un programma) o che apparivano pochi istanti prima dell’accensione della macchina e subito prima della schermata di presentazione del computer. Questi due disegni, chiamati anche “pattern”, consistevano rispettivamente in una serie di barre orizzontali in carattere reverse che, se ben osservate, costituivano un disegno con dei rettangoli di colore nero e verde alternati e sovrapposti in diagonale per esteso, e in una serie di rettangoli più stretti e alternati di colore rosa e bianco che anche in questo caso coprivano tutto lo schermo. In particolare, il pattern a barre orizzontali era frequente si visualizzasse bloccando l’intero sistema, e si poteva assistere a questi eventi: la cornice dello schermo cambiava (da azzurro chiaro di default solitamente diveniva di colore rosso), il fondo dell’area di testo diveniva nero anziché bianco come di default sul Plus/4, e per l’appunto l’area veniva occupata da queste barre, e molto spesso era facile vedere anche, assieme ad esse, caratteri lampeggianti o fissi come il simbolo del dollaro “$” o la chiocciola “@” e a volte, se era in esecuzione un gioco con degli effetti sonori o musica nel momento del crash, veniva riprodotta all’apparire del pattern l’ultima nota in modo continuo. Questo pattern costituiva, per dirla simpaticamente, una spada di Damocle per gli utenti del Commodore Plus/4 perché poteva apparire sullo schermo e bloccare tutto il sistema costringendo l’utente al reset proprio mentre magari era intento alla stesura di un lungo listato di programma Basic o in un gioco. Meno frequente era il caso dell’apparizione del secondo pattern costituito da rettangoli rosa e bianchi. Detti pattern altro non erano che la rappresentazione in modalità bitmap della parte di memoria RAM dedicata all’area video; volendo visualizzarli manualmente, è possibile osservare il pattern a barre orizzontali digitando “GRAPHIC 1” e pigiando Return, e il pattern a rettangoli rosa e bianchi immettendo il comando “GRAPHIC 3” seguito dalla pressione del pulsante Return come sempre. Per ripristinare le condizioni normali e poter tornare ad usufruire dell’ interprete Basic, è sufficiente digitare “GRAPHIC 0” (sebbene lo si debba fare senza l’ aiuto dello schermo, considerato che l’ intera area è riempita dal pattern stesso) e premere Return come sempre.

“GRAPHIC 1” e “GRAPHIC 3” possono essere altresì utilizzati per visualizzare la mappa caratteri ed i residui di un eventuale programma e/o gioco caricato nella memoria dopo un soft reset. Per farlo, è sufficiente premere il pulsante laterale di reset, situato sul lato destro del computer adiacente all’interruttore di accensione e spegnimento, e dopodiché digitare per l’appunto “GRAPHIC 1” o “GRAPHIC 3” per visualizzare quanto il codice del gioco aveva scritto nelle aree precedentemente occupate dai due pattern.

Abbiamo poi una serie di istruzioni e comandi che possono portare a risultati curiosi ed imprevedibili. Come per gli altri computer a 8 bit prodotti dalla Commodore, anche per il Plus/4 la digitazione del numero 350800 seguita dal tasto Return, o dell’ istruzione PRINT””+-1 sempre seguita da Return, causano l’ avvio del monitor in linguaggio macchina o, in casi più rari, il blocco del computer con la visualizzazione di caratteri casuali sullo schermo. È stato inoltre riscontrato che, attivando il monitor di linguaggio macchina (digitando “MONITOR” e premendo Return) e digitando il comando “G D90B” il computer visualizza uno scrolling infinito di caratteri casuali; premendo ripetutamente un qualsiasi tasto, si avra’ la scomparsa dei caratteri casuali e uno scrolling senza fine della dicitura “BREAK”.

Infine, è disponibile un easter egg digitando “SYS 58250” e premendo Return.

Differenze tra comandi Basic 3.5 del Commodore Plus/4 e Basic 2.0 del Commodore 64

Qui alcune differenze e alcuni comandi presenti nel Basic 3.5 in dotazione al Commodore Plus/4 ma mancanti al Basic 2.0 del Commodore 64.

  • Per cambiare il colore della cornice, sul Commodore Plus/4 era sufficiente scrivere il comando COLOR 4,x (laddove “x” è il numero corrispondente al colore desiderato), mentre sul Commodore 64 bisognava dare il comando “POKE 53280,(x-1)” laddove la dicitura “(x-1)” sta a significare che il Commodore 64 aveva la corrispondenza con i colori del Plus/4 con un’unità in meno, ad esempio per cambiare il colore della cornice in nero, sul Plus/4 basta digitare “COLOR 4,1” mentre sul Commodore 64 “POKE 53280,0”.
  • Per cambiare il colore dell’area di testo, sul Commodore Plus/4 bastava dare il comando “COLOR 0,x” mentre sul Commodore 64 il comando “POKE 53281,(x-1)” (vale il discorso detto a proposito della spiegazione precedente).
  • Per ripulire lo schermo in modalità testo, il Plus/4 disponeva del comando SCNCLR (screen clear) che invece era assente sul Commodore 64 (sostituito da PRINT”(tasto SHIFT+tasto CLR/HOME”).
  • Per caricare un programma da disco, il Plus/4 aveva il comando “DLOAD” che invece il Commodore 64 sostituiva con LOAD”(nome programma)”,8.
  • Uguale discorso per salvare un programma su disco, sul Plus 4 si poteva usare “DSAVE” mentre sul Commodore 64 l’unico modo era SAVE”(nome programma)”,8.
  • Per regolare il volume di sistema (nel caso di programmazione di effetti sonori) il Plus/4 utilizzava il comando “VOL” con valori compresi tra 0 (minimo) e 8 (massimo) mentre il Commodore 64 aveva il comando “POKE 54296,x” con valori compresi tra 0 (minimo) e 15 (massimo).
  • Per produrre un suono, il Plus/4 disponeva del comando SOUND, assente nel Commodore 64, la cui sintassi era

SOUND A, B, C

dove A è il generatore di voce (1 e 2 per note musicali, 3 per rumore bianco), B la frequenza in hertz (compresa tra 0 e 1023) e C la durata (tra 0 e 65535).

  • Per quanto riguarda la modalità grafica ad alta risoluzione, irraggiungibile dal Basic 2.0 del Commodore 64, c’era una vasta gamma di comandi come BOX (per disegnare quadrati, rettangoli e rombi), CIRCLE (per cerchi ed ellissi), DRAW (per linee dritte e curve), PAINT (per riempire di colore le aree vuote), LOCATE (per localizzare il punto di partenza di un disegno) e CHAR (per inserire del testo in modalità alta risoluzione).
  • Altri comandi vari come DIRECTORY, DO, LOOP,TRAP, TRON, TROFF, KEY, HEADER, COLLECT e HELP (a quest’ultimo era assegnato un tasto funzione speciale) sono completamente assenti nel Commodore 64. Cosi’ come era possibile nel Commodore Plus/4 ma non nel Commodore 64 scrivere dei caratteri lampeggianti in modalità testo premendo il pulsante “Control” e i pulsanti “Flash on” e “Flash off” sulla tastiera.

La serie 264

Alla serie 264 (così chiamata dal nome del prototipo su cui sono basati i modelli commercializzati) appartengono tre prototipi e quattro modelli commercializzati. I prototiti sono i seguenti:

  • Commodore 232[11] (32 kB di RAM, basato sul coprocessore TED, nessun software di produttività personale in ROM);
  • Commodore 264[4] (64 kB di RAM, basato sul coprocessore TED, nessun software di produttività personale in ROM, tastiera leggermente differente dal Commodore 232);
  • Commodore V364[5] (64 kB di RAM, nessun software di produttività personale in ROM, rispetto al Commodore 232 e al Commodore 264 aggiunti tastierina numerica e sintetizzatore vocale,[6] due o forse tre esemplari realizzati).

I modelli commercializzati della serie 264, tutti basati sul Commodore 264, sono i seguenti:

  • Commodore Plus/4;
  • Commodore +4[3] (edizione del Commodore Plus/4 commemorativa dei XIV Giochi Olimpici Invernali, per il mercato canadese);
  • Commodore 16 (variante del Commodore Plus/4 con meno RAM, priva della suite da ufficio 3-Plus-1 e case simile a quello della seconda serie di Commodore VIC-20 e Commodore 64);
  • Commodore 116 (variante del Commodore Plus/4 con meno RAM, priva della suite da ufficio 3-Plus-1 e case simile a quello del Commodore Plus/4 ma con tastiera in gomma).

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