Flashback (Delphine)

Pubblicato: giugno 24, 2011 in Acorn, Recensioni
Tag:, ,


INTRODUZIONE
Era una giornata tranquilla al Galaxia Bureau of Investigation, tutto filava liscio e i soli (!) si apprestavano a calare all’orizzonte. Ma per Conrad B. Hart le cose stavano per cambiare… in meglio? Suvvia, ma quando mai! Siamo in un videogioco…
Cosa fareste se scopriste che un piano criminale interstellare (!) volto a sostituire gli umani con alieni e distruggere la terra è stato ordito a insaputa di tutti? Personalmente cambierei pianeta (!) ma il nostro buon Conrad preferisce mettere i bastoni tra le ruote ai brutti alieni mutaforma aiutato dal fido monocolo per la misurazione della densità molecolare ™. Dopo aver scoperto che le maggiori cariche del governo sono occupate da alieni camuffati pensa bene di memorizzare i suoi ricordi in un holocubo e affidarlo all’amico Ian poco prima che i brutti ceffi lo rapiscano e gli azzerino la memoria.
Riuscito fortunatamente a scappare (così come narrato dalla sequenza introduttiva) il nostro eroe si trova catapultato su un pianeta alieno (Titan), brulicante di pericoli e personcine che non vedono l’ora di salutarlo.
Scopo dell’avventura è ovviamente riuscire a recuperare la memoria e sventare il malefico piano. Più facile a dirsi che a farsi ovviamente… La vostra ricerca parte dal pianeta alieno ma con il proseguire della storia parteciperete ad uninsolito gioco a premi (chi si ricorda The Running Man?), tornerete sul pianeta natale e vivrete moltissime avventure. Meglio fermarsi qui altrimenti che ve lo giocate a fare?

GAMEPLAY
Il gioco è un misto tra un platform bidimensionale (in stile Prince of Perisa) e un avventura, con alcuni semplici (ma non troppo) enigmi da risolvere. Durante il gioco avrete la possibilità di interagire con vari oggetti trovati lungo il cammino che vi aiuteranno non poco nel proseguio dell’avventura (chi ha detto cintura anti gravità?).
Passerete molto del tempo sparando a nemici ma anche destreggiandovi tra liane e piattaforme nel classico stile Prince of Persia (e due). Avrete a disposizione un vasto repertorio di movimenti, dalla camminata semplice alla corsa, passando per il salto in corsa e destreggiamenti degni di Yuri Keki.
Il gioco c’è da dirlo non è assolutamente facile, le vite sono contate e imparerete a conoscere presto la schermata del Game Over, ma mi sento di consigliarlo a tutti gli amanti dei platform e giochi di azione in generale.

MUSICA MAESTRO!
Tanto per andar controcorrente cominceremo ad analizzare l’aspetto sonoro, componente più importante di quello che si è portati a credere. I ragazzi della Delphine hanno fatto un ottimo lavoro, sia per quanto riguarda le musiche (non siamo ai livelli della versione MegaCD ma gli otto canali dell Archie sono sfruttati a dovere) che soprattutto per gli effetti sonori.
Il più delle volte, se aguzzate l’udito, potrete accorgervi in anticipo di nemici presenti nelle vicinanze semplicemente riconoscendo i loro “rumori” caratteristici. I suoni sono stati campionati in maniera magistrale, sempre vari e mai ripetitivi.
La giungla del primo schermo brulica di effetti più o meno alieni che tutto faranno tranne che mettervi a vostro agio. Colpi di pistola, esplosioni, grida vi sembreranno più realistiche che mai soprattutto se utilizzarete un impianto stereo adeguato o delle buone cuffie.

ROTO-CHE?
Per la grafica è stato utilizzato il rotoscope (niente doppi sensi grazie), tecnica in uso fin dai primi del 900 ma poco utilizzata in ambito ludico fino ad allora. Consiste nel filmare i “frame” delle animazioni dei personaggi utilizzando una persona in carne ed ossa e particolare accorgimenti tecnici per poi poterli adattare alla grafica digitale. Non mi dilungo nelle spiegazioni tecniche, per chi volesse approfondire Wikipedia è un ottimo punto di partenza.
Quello che ci interessa in prima persona è il risultato finale… E che risultato! Animazioni così realistiche non se ne erano mai viste e il vostro alter-ego risponderà prontamente a ogni piccolo movimento del vostro joystick (non vorrete mica giocarlo con la tastiera vero?).
Era dai tempi di Prince of Persia (e bastaaa..) che non si vedevano animazioni così fluide (vi ricordo che stiamo parlando del 92) e così perfettamente integrate nel background.
Parlando di sfondi si può dire che questi sono stati ottimamente disegnati e con il progredire del gioco risulteranno sempre vari e con degli ottimo accostamenti cromatici.
La cosa che salta subito all’occhio paragonandolo con la versione Amiga o PC è la risoluzione. Pur potendolo giocare in bassa risoluzione (320×200 o giù di lì) è possibile lanciare il gioco (editando opportunamente il file di configurazione) anche in alta risoluzione con tutti i miglioramenti del caso. Texture più definite, minor scalettature e una sensazione di pulizia generale che traspare da ogni schermata. Pur non potendo rivaleggiare a livello di sequenze cinematiche con la versione SegaCD (prerenderizzate) la qualità della grafica è persino superiore alla versione FM-Towns (e volendo guardare vi costa anche un rene in meno).

BREVI CENNI STORICI
Correva l’anno 1984 e un misconosciuto Jordan Mechner pubblicava il suo primo gioco di successo per l’apple II, tale Karateka che stupì il mondo per la fluidità dei movimenti del personaggio principale (oltre ad essere un ottimo gioco).
Di li’ a cinque anni Mechner ormai noto al grande pubblico tirò fuori dal cilindro (o meglio dall’Aplle II) quel capolavoro di fluidità che era Prince of Persia. Ed è chiaro che Delphine con il suo Flashback ha fatto tesoro dello schema di gioco ma soprattutto della qualità delle animazioni di Prince of Persia, riproponendo un concept simile ma elevato al quadrato.
Forte dei successi riscontrati con Another World l’anno precedente riuscì nell’intento di coadiuvare grafica e sonoro in un’avventura a 360 gradi. Sfortuna volle che di li’ a pochi anni la software house finisse in bancarotta (sic)…

CURIOSITA’
Per chi volesse cimentarsi è stata portata a termine una conversione del gioco e i sorgenti sono stati resi pubblici. Grazie al nuovo engine (http://cyxdown.free.fr/reminiscence/) sono state messe a punto conversioni anche per nuove macchine, Saturn e Dreamcast inclusi (!).
Ne è stato fatto un seguito, tale “Fade to Black” che però non ha molti punti in comune con l’originale (pur restando un buon gioco).
Se vi piace il genere non fatevi mancare anche l’ottimo BlackThorne (SNES, DOS), programmato da una (ai tempi) piccola azienda Californiana, tale Blizzard Entertainment…


commenti
  1. Kostas scrive:

    Hello.I’m instresting of this edition of the game.Can yopu please e-mail me?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...