Neuromancer (Interplay)

Pubblicato: giugno 24, 2011 in Apple, Recensioni
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“Il cielo sopra il porto aveva il colore della televisione sintonizzata su un canale morto.”

Così iniziava il libro-capolavoro di W.Gibson Neuromancer (Neuromante per i non anglofini), caposaldo della letteratura cyberpunk. Quattro anni dopo Interplay pensò bene di portare sui nostri monitor una conversione di questo piccolo gioiello anche se dobbiamo dirlo subito, il gioco è solo ispirato al libro, ricalcandone le atmosfere ma sviluppando un’avventura completamente nuova.
Eh si, perchè di avventura si tratta (quindi togliete pure le mani dal joystick e prendete in mano il mouse (!)) nel classico stile Sierra/Lucas con interfaccia Point & Click, schermate statiche tra una location e l’altra e scelta multipla dei dialoghi.

GAMEPLAY
Anno 2058, il mondo è dominato da megacorporazioni (chissà perchè la cosa mi suona familiare) intente solo a fare i propri interessi e voi siete un “cyberspace cowboy”, ultimo baluardo della resistenza al potere centrale.
Nella cupa Chiba City (Giappone) si stanno verificando misteriose sparizioni e voi siete intenzionati ad andare a fondo con la faccenda (un videogioco dove il protagonista si fa i cavoli suoi mai eh).
Come dicevamo siete una sorta di hacker del terzo millenio che vive in bilico tra il mondo reale e il cyberspazio, alla perenne ricerca di verità nascoste (chi ha detto Matrix?).
In questo futuro alternativo tutti i luoghi sono connessi da una rete informatica (ricordate che il libro è del 1984!!) a cui è possibile accedere tramite appositi terminali detti PAX. Da qui potrete collegarvi a delle BBS (bei tempi!) dove leggere le ultime notizie oppure accedere al vostro conto in banca e mandare messaggi ad altri cowboys.
Dovrete impararne in fretta il funzionamento anche perchè senza PAX (e senza ruota dei codici per la protezione!) non riuscirete nemmeno a pagare il conto dello squallido motel dove avete dormito e vi assicuro che la polizia non è clemente con chi viola le leggi.

Proseguendo l’avventura avrete a disposizione tutta una serie di upgrade per il vostro corpo, da acquistare oppure rubare, che vi faciliteranno non poco il cammino. Si va dal software CopTalk 2.0 per poter aggraziarsi la polizia ai ben più utili software di attacco e difesa per quando vi collegherete nel cyberspace. Eh si, perchè oltre ad una prima parte di avventura, più in la nel gioco dovrete connettervi al “CyberSpazio” tramite appositi terminali (e il buon Cyberspace 1.0) e grazie alle vostre doti di hacker cercare di penetrare nei database delle varie corporazioni e carpirne i segreti. Ovviamente la cosa non è semplice, soprattutto perchè prima di poter arrivare a scontrarvi con queste AI (Intelligenze Artificiali) dovrete sconfiggere il loro sistema di difesa (gli ICE, Intrusion Countermeasure Electronics), solo allora potrete vedervela faccia a faccia con il computer centrale vero e proprio e attenzione che c’è il rischio di friggersi il cervello!
I combattimenti nel cyberspazio sono strutturati in maniera simile a un RPG a turni, dove ad una vostra mossa (ad esempio l’uso di un determinato software per far breccia nel sistema) corrisponde una contromossa avversaria, volta a proteggersi e mandarvi nel paradiso degli hacker.
Detto così sembra semplice ma tenete presente che ci sono decine di software diversi ognun con una peculiarità particolare e di ogni software esistono varie versioni più o meno evolute!

GRAFICA
Gli sfondi sono ottimamente disegnati e abbastanza vari, ovviamente non aspettatevi un Monkey Island però di sicuro la grafica era sopra la media per gli standard del tempo.
La versione per Apple II GS si difende bene per quando concerne la grafica e non ha nulla da invidiare alla versione per Amiga. Una nota particolare per la versione C-64 che, seppur con gli ovvi limiti hardware, riesce a spremere il gioiello di casa Commodore come non mai. Fanalino di coda la versione PC, che con la grafica CGA 4 colori (o la EGA per chi era ricco) lasciava abbastanza a desiderare.
Molto interessanti le sezioni nel cyberspazio, con una grafica in simil-3D “particolare”

SONORO
Anche qui la versione per GS si difende bene, con degli ottimi effetti sonori (di sicuro meglio di quelli del buzzer della versione PC!). Una menzione a parte per la ottima colonna sonora che riprende un brano dei Devo (come chi sono?!) in perfetto stile cyberpunk. Sicuramente si sarebbe potuto far meglio a livello di sottofondo musicale.


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