Playstation

Pubblicato: giugno 28, 2011 in Playstation
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La PlayStation (プレイステーション Pureisutēshon?) è una console per videogiochi a 32 bit, presentata dalla Sony Computer Entertainment nel dicembre 1994.

Oltre a permettere di giocare con titoli dedicati (su supporto CD-ROM), consente anche l’ascolto di CD audio. La console è stata così popolare da indurre a definire i giovani degli anni ’90 come la Generazione PlayStation; il suo nome è diventato sinonimo stesso di console.

Spesso si usa il termine PlayStation per riferirsi a tutte le recenti console di Sony, tuttavia per PlayStation, commercialmente, si dovrebbe intendere solo la prima versione della console. Ci si riferisce alla PlayStation anche con l’abbreviazione “PSX”, riprendendo il nome in codice usato durante la fase di sviluppo del sistema, ovvero Play Station Xperimental (abbreviato anche come PS-X).

In ogni caso, dato che nel 2003 Sony ha avviato la produzione di una nuova console effettivamente chiamata PSX (un personal video recorder basato sulla tecnologia della PlayStation 2), questa denominazione è diventata eccessivamente confusionaria. L’abbreviazione ufficiale della prima PlayStation, quindi, è PS, anche se molti continuano a chiamarla PS1 o PSX. Tuttavia, il nome interno della console è PS-X, come indicato dalla firma di identificazione degli eseguibili dei giochi commerciali, ovvero PS-X EXE. L’edizione ridisegnata della prima PlayStation, lanciata nel 2000, è invece chiamata PSOne.

Storia

Sviluppo

Secondo il libro “Game Over”, di David Scheff la prima idea di una PlayStation risale al 1986. Nintendo aveva cercato di lavorare con la tecnologia dei supporti magnetici sin dai tempi del Nintendo Entertainment System, ma il supporto presentava problemi. La sua natura magnetica riscrivibile lo rendeva facilmente cancellabile (causando una mancanza di durabilità) e i supporti erano a rischio pirateria.

Di conseguenza, quando i dettagli del CDROM/XA (un’estensione del formato CD-ROM che combina audio compresso, grafica e computer data, il tutto accessibile simultaneamente) vennero resi noti, Nintendo si interessò. Il CDROM/XA era stato sviluppato da Sony e Philips. Nintendo affidò a Sony lo sviluppo di un drive CD da collegare al Super Nintendo, provvisoriamente chiamato “SNES-CD”. Fu firmato un contratto, e il lavoro iniziò.

La scelta Nintendo ricadde su Sony per via di una precedente transazione: Ken Kutaragi, colui che fu poi soprannominato “Il padre della PlayStation”, aveva venduto a Nintendo la licenza per l’utilizzo del processore Sony SPC-700 come sintetizzatore del suono ADPCM a 8 canali nella console Super Nintendo grazie ad una dimostrazione di grande effetto delle capacità del processore.

Sony aveva inoltre pianificato lo sviluppo di una console marchiata Sony, compatibile con Nintendo, ma che sarebbe stata anche un sistema di intrattenimento domestico, in grado di leggere sia le cartucce Super Nintendo sia i dischi in formato CDROM/XA. Questo avrebbe dovuto essere anche il formato usato per i dischi del SNES-CD, così da permettere a Sony un ampio controllo nonostante Nintendo occupasse una posizione dominante nel mercato videoludico.

Nel maggio 1991 lo SNES-CD stava per essere presentato al CES. Tuttavia, quando Hiroshi Yamauchi lesse il contratto del 1988 tra Sony e Nintendo, realizzò che questo permetteva a Sony un controllo completo su tutti i titoli usciti nel formato SNES-CD. Yamauchi si infuriò; ritenne il contratto inaccettabile, e cancellò segretamente tutti i piani per l’unione Nintendo-Sony nello sviluppo dello SNES-CD.

Invece di annunciare la loro alleanza, nel giorno del CES, Howard Lincoln rivelò che erano alleati con Philips, e intendevano abbandonare tutto il precedente lavoro che Nintendo e Sony avevano compiuto. Lincoln e Minoru Arakawa erano (ad insaputa di Sony) stati nei quartieri generali Philips in Europa e avevano stretto un’alleanza di natura diversa dalla precedente, in cui Nintendo aveva controllo totale sulle licenze delle macchine prodotte da Philips.

L’annuncio fu un grande shock. Non solo fu una sorpresa per gli appassionati, ma fu visto da molti nella comunità giapponese come un tradimento che una società giapponese snobbasse un’altra società giapponese in favore di una europea.

Dopo il crollo del progetto d’unione, Sony considerò di fermare la loro ricerca, ma alla fine la società decise di usare quello che avevano sviluppato sino ad allora e farne una console completa. Questo portò Nintendo ad intraprendere una causa legale reclamando la rescissione del contratto e tentò, in una corte federale degli USA, di ottenere un’ingiunzione contro il rilascio della Play Station, per via del fatto che Nintendo avrebbe posseduto quel nome. Il giudice federale negò però l’ingiunzione. Pertanto, nell’ottobre 1991, la prima incarnazione della Sony Play Station fu rivelata; è stimato che ne furono prodotte circa 200.

Alla fine del 1992, Sony e Nintendo raggiunsero un accordo secondo cui “Sony Play Station” avrebbe comunque avuto una porta per le cartucce SNES, ma Nintendo avrebbe mantenuto i diritti e ricevuto i profitti dei giochi, mentre lo SNES avrebbe continuato ad usare il chip audio Sony. Tuttavia, la Sony realizzò che la tecnologia SNES stava diventando ormai obsoleta, e la nuova era di videogiochi era dietro l’angolo: il lavoro per rinnovare il progetto Play Station cominciò all’inizio del 1993, per raggiungere un nuovo livello di hardware e software; fu così rimossa la porta per la cartuccia SNES, tolto lo spazio tra i nomi, e nacque la PlayStation.[4]

Lancio

Venne lanciata in Giappone il 3 dicembre 1994, negli USA il 9 settembre 1995, mentre in Europa arrivò il 29 settembre 1995.

Il successo commerciale

La scelta di puntare tutto sui CD si rivelò vincente, anche grazie alla scelta di far supportare alla console la lettura di CD audio che quindi trasformavano la console in un impianto stereo. Inoltre il basso costo di produzione dei CD consentiva agli sviluppatori (e alla stessa Sony) di rimettere in vendita i giochi invenduti a prezzi estremamente ridotti, traendone comunque un margine di profitto. Il fatto che il supporto per i giochi fosse un disco ottico favorì incredibilmente la duplicazione illegale a poco prezzo.

Nonostante la posizione ufficiale della Sony, che condannava formalmente la modifica non autorizzata delle proprie console, uno dei fattori dell’incredibile successo della PS1 in occidente è da attribuirsi al costo irrisorio di una modifica hardware che consentiva di utilizzare sulla macchina CD duplicati con un semplice masterizzatore, rendendo notevolmente più economico l’approvvigionamento di materiale videoludico, rispetto all’acquisto degli “originali”. In pratica se per le console rivali Nintendo 64 e Sega Saturn da parte dell’acquirente era necessario un esborso notevole per la console e una spesa continua per i giochi, per la PS questo esborso si limitava all’acquisto della console e alla realizzazione della modifica. È comunque importate sottolineare che le rendite, nel mercato delle console casalinghe, non derivano dalla vendita dell’hardware (sul quale, quasi sempre, il produttore ci rimette), ma dalle royalties sul software. È quindi assolutamente da escludere che Sony avesse mai pensato di avvantaggiarsi mettendo sul mercato una console con sistemi di protezione non all’altezza: se le vendite software non fossero state considerevoli, anche con un gran numero di unità vendute, i guadagni sarebbero stati scarsi o addirittura ci sarebbe stata una perdita.

Il successo di PlayStation è da ricercare nelle migliori prestazioni, in particolare nei videogiochi tridimensionali, che l’hardware Sony garantiva rispetto al suo concorrente Sega Saturn, ai costi di produzione inferiori (un vantaggio nella concorrenza sul prezzo), nella facilità dello sviluppo del software e soprattutto nelle possibilità economiche di Sony, che consentirono campagne pubblicitarie di gran lunga più efficaci e diffuse. Appena uscita, la PlayStation ebbe un boom di vendite: in soli 3 anni, dal 1995 al 1998, il numero di PlayStation vendute nel mondo era di 40 milioni di unità. Anche i videogiochi rilasciati erano (e sono) tantissimi, tanto da ricordare, almeno nell’immaginario, l’incredibile libreria titoli del Nintendo Entertainment System (NES).

Varianti

Nel 2000 Sony produsse una versione ridisegnata della console originale, chiamata PSOne di cui si parla nella prossima sezione[5].

Nel 1997 venne prodotta anche un’altra versione della PlayStation chiamata Net Yaroze. Era più costosa, di colore nero, e possedeva alcuni strumenti che consentivano agli amatori di sviluppare giochi homebrew per PlayStation.
Il Net Yaroze presentava limitazioni appositamente per impedirne l’uso ai professionisti, ad esempio il gioco doveva essere più piccolo di 1 Megabyte per entrare tutto in RAM e le applicazioni create con questo kit potevano essere eseguite solo su PlayStation netYaroze oppure inviate e compilate dalla sony stessa.
È noto, inoltre, che questo sistema fosse region-free, quindi in grado di far girare qualunque gioco indipendentemente da quale fosse la regione (America, Europa o Giappone) per la quale fosse stato progettato.

Esisteva anche una debugging station, di colore blu, disponibile per le aziende che sviluppavano videogiochi e per la stampa selezionata.
Questa consentiva di caricare giochi non firmati, per provare i giochi in fase di sviluppo (debug) e per recensire i giochi prima che fossero pubblicati dalla Sony.

Successori

Dato il grande successo della PlayStation, la Sony decise di non interrompere prematuramente la produzione della console: continuò a venderla come PSOne (con un design nuovo, più snello, che la rende facilmente trasportabile). Ad essa, tuttavia, venne affiancata la nuova console della Sony, la PlayStation 2, con la quale avvenne un miglioramento notevole delle caratteristiche tecniche, sotto tutti i punti di vista, anche se la PS2 mantiene la compatibilità con tutti i titoli creati per la console che l’ha preceduta. Ovviamente non vale il contrario: i titoli per PlayStation 2 non possono funzionare su PlayStation. Per consentire questa compatibilità PlayStation 2 contiene due processori: quello della PSOne ed uno nuovo, l’Emotion Engine. La PSOne è uscita di produzione nel novembre 2006.

Nel 2005 è stata immessa sul mercato una nuova versione della PlayStation 2, la PS2 Slim, più piccola, del peso di soli 900 grammi. Recentemente si sono però registrati alcuni problemi con gli ultimi adattatori dell’hardware (la console ha infatti oltre alla spina anche un trasformatore di corrente esterno). Infatti, dopo che l’annuncio è stato diffuso attraverso giornali e riviste, molti videogiocatori hanno dovuto rispedire alla Sony l’adattatore al fine di farlo sostituire. La Slim PS2 presenta le stesse caratteristiche dell’ordinaria PlayStation 2, ma con un volume ridotto dell’85%.

In seguito è stata sviluppata la PlayStation Portable (più nota con l’abbreviazione PSP), una console portatile all’avanguardia che, tra le sue molteplici funzioni, permette di leggere MP3 e altri formati audio, di guardare video, di giocare via internet con connessione wireless e anche di rigiocare con titoli classici per PS1, da scaricare a pagamento tramite un qualsiasi computer. Fece il suo debutto prima in Giappone nel dicembre 2004. Successivamente fu distribuita negli Stati Uniti e solo a partire dal 1 settembre 2005 è disponibile anche in Europa.

La PlayStation 3 (che segna l’ingresso di Sony nel settore dell’alta definizione nel campo dei videogiochi, dopo la console Xbox 360 di Microsoft) è stata lanciata l’11 novembre 2006 in Giappone e sei giorni dopo in Nord America. In Europa il lancio ufficiale è avvenuto il 23 marzo 2007, anche se la console è stata messa in vendita a partire dal 21 marzo 2007

Hardware e controller

Esistevano anche molte periferiche o hardware di gioco che permettevano alla console Playstation la giocabilità effettiva, tra cui:

  • Controller semplice senza levette analogiche (controller primitivo della consolle)
  • Controller DualAnalog dotato di due levette analogiche
  • Controller DualShock SCPH-1200 (ufficiale con force feedback e levette analogiche)
  • G-Con 45 (pistola che usava gli infrarossi, adatta solo per alcuni giochi)
  • Memory Card (piccolo hardware da inserire sopra le porte per collegare i controller per il salvataggio delle partite, indispensabile per completare i giochi)
  • Action replay (Trainer non ufficiale, non compatibile con la psOne e il modello 9002)
  • Multitap (Da collegare nella apposita porta del controller e giocare in più di 2)
  • The Glove Control (un guanto con tasti nelle “dita”)
  • Mouse (Un semplice “Mouse” con attacco classico da PS)

Tasti PlayStation

Nel 2010 il designer della Sony Teiyu Goto ha rivelato che i quattro tasti triangolo, quadrato, croce e cerchio rappresentano rispettivamente una freccia direzionale (ed è infatti usato solitamente per visualizzare mappe o informazioni-guida), un foglio (nei giochi apre di solito menù e documenti) ed il sistema batsu/maru (×/○), che in Giappone è usato per dire no/sì[6]. La posizione dei tasti ricorda molto quella del controller del Super Nintendo, con qualche aggiunta tipo le levette analogiche e i tasti L2 e R2.

Riviste principali

Italiane

  • PlayStation Magazine Ufficiale
  • PlayStation Power
  • PlayGeneration
  • Galaxy PlayStation
  • Playstation Pro
  • PlayStation Zone
  • Extreme PlayStation
  • PlayStation Magazine

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